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Casa/corpo nel Feng Shui ed embodiment nelle neuroscienze

Applicando il Feng Shui nell'ambiente intorno a noi, e “curando” il nostro spazio di vita, ci prendiamo cura indirettamente di noi stessi e del nostro corpo, e iniziamo un profondo processo di guarigione semplicemente vivendo in un ambiente risanato.


Per capire meglio il concetto è utile rifarsi a uno degli archetipi più antichi alla base della disciplina, secondo il quale possiamo provare a immaginare la casa come una personificazione dell’essere umano:

  • sulla parte anteriore dell'abitazione c'è una facciata/faccia dotata di occhi/finestre/visione e di bocca/porta d’ingresso/nutrimento;

  • sulla parte posteriore dell'abitazione (retro) deve esserci una struttura capace di dare stabilità a tutta la costruzione, così come il nostro corpo ha bisogno di una spina dorsale di protezione, perché siamo “ciechi” e completamente vulnerabili in caso di attacco alle spalle.

In un’analisi Feng Shui classica quindi la prima cosa che faremo è andare a valutare le caratteristiche spaziali dell’asse RETRO/FACCIATA dell’abitazione per correggere eventuali sbilanciamenti presenti. Potrebbero essere proprio questi sbilanciamenti a farci sentire insicuri, vulnerabili, agitati o “scarichi”, non energici dentro la nostra casa, a seconda delle dinamiche ambientali presenti.


“La casa è il nostro corpo più grande. Vive nel sole e si addormenta nella quiete della notte...e non è senza sogni...” (Kahlil Gibran)


I disegni dei bambini sono rivelatori della forza archetipica della casa, ed è ben noto che il disegno della casa è un test importante della loro serenità emotiva. Quante cose ci dicono questi disegni, a saperli ascoltare!






Ma ogni casa parla profondamente anche con noi adulti, già a partire dalla sua forma esterna.

Se guardiamo alle immagini qui sotto, quali emozioni proviamo?





Facendo ricorso al nostro pensiero analogico e accantonando per un attimo quello razionale, ci accorgiamo che guardando queste foto un “turbamento” intercetta la nostra parte profonda, parla a quello che le neuroscienze definiscono il nostro “mammifero interno”, le cui emozioni hanno sede nel cervello rettiliano, il più antico dei tre cervelli (secondo la teoria del neuroscienziato americano P.D.MacLean, 1962)


Il nostro mammifero interno non si potrebbe sentire del tutto al sicuro nell’abitare in una casa come quelle qui sopra: come minimo si sentirebbe osservato e sotto giudizio, inquieto soprattutto al momento del rientro e dell’uscita dall’abitazione.


Nell’ analogia tra casa/corpo/persona c’è una forza irresistibile, una fascinazione magica, una sorta di animismo delle cose che va a contattare la nostra parte profonda, e infatti nel Feng Shui classico la teoria della casa/corpo è la parte più antica, non una tecnica ma una vera e propria illuminazione, un modo di guardare il mondo, comprenderlo e provare a interagire con esso attraverso la consapevolezza del corpo in movimento.


Anche i concetti di

  • prima e dopo

  • davanti e dietro

  • passato e futuro

  • risorse familiari e risorse personali

  • da dove vengo/chi sono/dove voglio andare

passano attraverso questa stessa consapevolezza corporea nello spazio.


Diciamo quindi, in accordo con le neuroscienze, che quelli elencati sopra sono concetti body-based, che cioè non sono generati da un processo cognitivo ma da un processo meramente corporeo (embodiment).

E’ sorprendente vedere come finalmente le discipline orientali (scuola degli animali celesti nel Feng Shui) e le conoscenze occidentali (neuroscienze e teorie dell’embodiment) convergano e si possano completare e integrare a vicenda.


Da dove vengo/Dove sto andando?



Quale è il retro di casa/quale è la facciata?

Verso dove mi spingono?



Nel prossimo post vedremo un esempio pratico e analizzeremo come la pianta di un’abitazione, già a partire da quella che è la configurazione del suo retro e della sua facciata, può sostenere o al contrario andare a scaricare l’energia vitale dei suoi abitanti, e cosa fare per modificare questa dinamica ambientale.

1 Comment


Articolo chiaro che accenna con misura alle relazioni tra discipline scientifiche e antichi saperi, mondi lontanissimi tra i quali le nuove frontiere della ricerca svelano connessioni che spesso diventano piste per la ricerca del nostro star bene. Vien voglia di saperne di più...

Gabriella

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